Roberto Capucci

Nato a Roma il 2 dicembre 1930, inizia l'attività nel 1950 con un atelier in Via Sistina.
Nel 1951, debutta con la sua prima sfilata a Firenze ottenendo un grande successo nel mondo della moda allora nascente.
Nel 1956, oramai acclamato dalla stampa internazionale come il miglior creatore della moda italiana, riceve riconosciemti da tutto il mondo della moda,in particolare i complimenti da parte di Christian Dior e la definizione de "il Givenchy di Roma" coniata dalla editrice di moda Alison Adburgham.
Il 1958 è l'anno in cui gli viene attribuito l'oscar della moda per la linea Scatola; di successo in successo, nel 1962, apre un atelier a Parigi; l'accoglienza fatta di attestati di stima ed entusiasmo e di una stampa che gli dedica importanti critiche positive parlano di una affermazione senza ombre.
Roberto Capucci diventa così il primo italiano al quale verrà offerto di firmare un profumo; nel 1968 torna stabilmente in Italia e più tardi collaborerà con Passolini realizzando gli abiti per il film Teorema. E' una esperienza che lo tocca profondamente.
Negli anni a venire i riconoscimenti si susseguono, gli viene conferito il titolo di Accademico di Brera; su invito del ministero dell’industria Tessile della Repubblica Popolare Cinese è chiamato ad insegnare l’arte di creare presso l’Università’ di Pechino.
Nel 1996, Roberto Capucci e le sue creazioni diventano oggetto di una ricerca - realizzata dal laboratorio di Analisi della Moda al dipartimento di Psicologia Generale dell’Università’ di Padova, condotta sia a scopo didattico sia divulgativo. Il lavoro viene pubblicato dall’editore Piazza di Torino in un volume dal titolo “Moda e Arte, Internventi davanti alle opere di Capucci”.
Paragonato molte volte a Cristobal Balenciaga, la purezza dei capi realizzati da Capucci e’ stata trasmessa anche tramite il suo modo di presentarli e venderli: le sue sfilate erano condotte in totale silenzio.
Lui si inspirava ad una donna astratta, che non abbiamo mai conosciuto.
Talmente grande è stata la stravaganza di alcune sue opere che la vestibilita' diventa quasi un fattore secondario rispetto all'ideale che si fa arte.
GRIFFE
BASILE
Egon Von Furstenberg
Roberto Capucci
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